30 luglio 2017

Alla fine arriva, come in un oroscopo.

Sto bene.
Me lo ripeto ogni giorno, in ogni momento. Devo smettere di preoccuparmi, sto bene e posso fare tutto quello che voglio.

Ho fatto un corso di dizione e doppiaggio, è stato molto divertente, ora posso dare alla mia voce da Mario Biondi un senso, è stato solo un corso base ma mi è piaciuto tanto che ho deciso di continuare. 
Risulta che sono anche brava! Un’amica di vecchia data mi ha detto “e visto che tu riesci sempre in quello che vuoi, sfonderai anche in questo!”, e io la ringrazio per queste parole, mi ridanno fiducia in me stessa, a volte dimentico la mia forza di volontà e penso di non poter fare progetti a lungo termine, ma invece posso, e credo proprio che ricomincerò. 
Poco a poco, un passo alla volta.
Proprio al corso me ne stavo per conto mio (mica tanto, visto che parlo pure con le pietre), diciamo che ho scelto di provarci non solo perché mi interessava ma anche per conoscere gente nuova, ogni sabato mi preparavo alla bell’e meglio e con tanta carica mi disponevo a dare il meglio di me. 
Fino a che un giorno ho fatto coppia con un tizio e quell’anello (lo spezzone di film che si doppia) è venuto particolarmente bene, tornata a casa ero molto soddisfatta del risultato e il prof mi aveva fatto persino i complimenti. 
Quella sera ero da sola a casa e quando ho mandato il video al tizio con cui avevo fatto coppia, è successa una cosa strana.
Il tizio ha iniziato a scrivermi, a scrivermi, a scrivermi. Di teatro, di capitelli romani, di cene a base di prodotti biologici, citando film, libri e canzoni ed invitandomi a cena.
Io non ne avevo voglia, non “me ne teneva” di uscire con un uomo, stare a prepararmi, dover inventare argomenti per mantenere viva una conversazione che nessuno dei due voleva tenere, uscire, cenare e poi dirgli “senti, non te la do” e non poter spiegare i motivi perché non si devono spiegare i motivi agli sconosciuti.
Ma poi a quella cena ho detto sì, il pomeriggio successivo, forzandomi un poco, perché non è che posso passare tutti i fine settimana in casa a guardare serie tv, ho detto di sì anche perché inizialmente pensavo che il tizio fosse gay e che quindi potevo stare tranquilla di non dover per forza impressionarlo con effetti speciali.
E così sono andata al corso prima, dove una collega appena mi ha vista mi ha sorpresa chiedendomi come mai non uscissi con “il tizio”, che dopo il doppiaggio del giorno precedente tutti avevano mormorato qualcosa sull'intesa tra di noi, mi ha confessato di essere uscita mesi prima con lui, sfumando in meno di 5 minuti l’idea che fosse omosessuale e accendendo una strana curiosità verso di lui. 
Curiosità che era nata da subito, ma che per abitudine e pigrizia avevo tenuto a bada, tanto a me chi mi fila? 
Sto bene da sola, gli uomini mi annoiano, non ho tempo per uscire con qualcuno, sono un pacchetto troppo complicato ed infine non ho alcun istinto primordiale verso il genere maschile universale. 
Siamo andati a cena e non abbiamo smesso di parlare un attimo, quei pochi momenti di silenzio erano pregni di sguardi complici e per niente imbarazzanti. Il tizio si è rivelato un amabile conversatore, siamo riusciti a spaziare dal cibo al vino, dai film alla musica, dai viaggi alla pigrizia più totale senza annoiarmi, senza dover “fare la figa”, senza dover dare spiegazioni, senza che mi tormentasse di domande, le parole uscivano da sole e sembravano starci benissimo.
Chi lo sa come andrà a finire, il tizio continuo a vederlo, continuiamo a parlare, non è passato molto tempo e so benissimo che potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro ma del resto chi meglio di me sa che le cose possono cambiare improvvisamente?

Un anno fa me ne stavo buona buona su una poltrona di oncologia al Policlinico a farmi la mia quarta chemioterapia. Esternamente sorridevo, ero allegra, positiva e avevo una gran voglia di tornare in Ecuador da quello che è stato mio marito, marito che se ne stava beato a casa sua sotto l’ala protettiva di sua madre, un anno fa ero triste dentro, spaventata e non potevo mostrarlo.
Un anno dopo sono sul mio letto, c’è qualcuno che non mi chiede nient’altro che io mi voglia bene, sono tranquilla, non mi spavento, sono felice e voglio che tutti lo sappiano.


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