30 giugno 2017

Scusate l’assenza, ho avuto da vivere.

Ed è solo l’inizio.

Un nuovo inizio.
Un treno che è passato per la seconda volta.

Sono stata in Ecuador, ho divorziato.
Ho visto le Galàpagos.
Ho rivisto i miei amici.
Mi è mancato il respiro.
Ho mangiato le empanadas.
Ho capito che lì non ci volevo stare.
Poi sono tornata. - Fine del capitolo Ecuador. Abbiate pazienza. -

E non è stato facile.
Ho avuto un paio di mesi dove non ho fatto altro che dormire, dormire e stancarmi. Qualsiasi cosa facessi, anche solo pensare, mi faceva stancare.
In realtà credo di aver sfiorato qualcosa di simile alla depressione, dopo un anno passato con uno scopo ben preciso, quello di sopravvivere, mi sono ritrovata senza niente da fare, con un mucchio di tempo a disposizione e non sapere cosa farne, in una città da dover riconquistare.
Per un anno ho avuto tutti attorno a me, tante persone che non mi hanno lasciata un istante, che hanno modificato le loro vite insieme alla mia e che ora, giustamente sono tornate alle loro vecchie abitudini.
Io, che la mia vecchia vita ho deciso di lasciarla dall’altro lato dell’Oceano, devo ricostruire tutto daccapo, un lavoro, una casa, una routine, il tutto da sola. Non mi spaventa l’idea, ma questa volta è più difficile. Ma tutto si può fare.

Infatti, sta cambiando qualcosa. Poco alla volta.
Ma se devo dire che mi sento bene, non è così. E non parlo di salute, quella sta benissimo, i controlli trimestrali sono andati una favola, i miei dottori sono finalmente sorridenti e più rilassati.
Parlo di me, dentro. Non mi riconosco, sono contenta, sono soddisfatta (e che cazzo, sono viva!), ma quella che vedo allo specchio non sono io. Non ho lo stesso sorriso, non trovo divertenti le stesse cose di prima, sono più paziente e questo mi rallenta. Rallenta i miei movimenti, i miei pensieri, la mia capacità di reagire davanti alle proposte/novità. Spesso mi annoio, non trovo interessanti le cose che in passato mi galvanizzavano, dopo un’enfasi iniziale finisco per assentarmi completamente, non riesco più a leggere, sto riscrivendo dopo mesi, anche se ho una voglia pazzesca di farlo, ma non lo faccio mai, mi manca la scintilla, mi manca lo stimolo, mi manca quella cosa che PRIMA mi faceva vivere la mia vita con spensieratezza e che ora invece non riesco a trovare. Ora vivo perché so che devo vivere, che ho lottato tanto per stare bene e che quindi non posso sprecare nessuna opportunità, neanche per una risata. Mi sento in dovere di essere sempre di buonumore, di essere gentile verso tutti, di essere comprensiva e di dover ascoltare tutti, nella loro totalità e senza possibilità di rifiutarmi. E non per dare consigli, ma perché voi l’avete fatto con me, io devo farlo con il mondo intero.
A volte mi sento sola, so di non esserlo, però è così e per il momento non posso farci niente.
D’altra parte, ho preso coscienza di cosa voglio e soprattutto di ciò che non voglio.
Non voglio perdere tempo, non voglio sprecare parole, non voglio essere triste e voglio fare solo quello che mi va di fare.

Forse tutte queste parole ora possono sembrare confuse ed è molto probabile che lo siano, ma sentivo la necessità di scrivere. Domani andrà meglio. Va sempre meglio.


Vorrei solo… niente, va tutto bene così. 

Finalmente.

Nessun commento:

Posta un commento