15 dicembre 2016

-14 TO GO

Ho iniziato le terapie. Sono a metà. Va tutto bene.
Ho iniziato con un po’ di nervosismo, ho vomitato per giorni tutti i pranzi di Natale dal 1993 ad oggi, poi i miei dottori mi hanno spiegato che non c’entravano assolutamente le terapie e che dipendeva tutto dal nervosismo.
Nervosismo dato dal mio amato ex-marito, che ogni due giorni mi scriveva provocandomi crisi psicofisiche. Poi ho deciso che questa tortura doveva finire e gli ho chiesto di rispettarmi e di smettere di scrivermi. Immediatamente mi sono sentita meglio.
Ho deciso che qualcosa deve cambiare nella mia vita (altre cose), che stare a casa tutto il giorno non va più bene, che sto impazzendo e che non ho ragioni per chiudermi in me stessa.

Mi sento strana.
È bello stare in giro, uscire, vedere gente, ho scoperto che c’è un sacco di gente che mi vuole un sacco di bene. Ho scoperto di essere bella! Mi sento bella!
Per qualche tempo ho temuto di non riprendermi, di venire affossata dal pensiero di una malattia che anche se non c’è più, resta sempre presente nei miei discorsi e ogni volta che mi guardo allo specchio. “Un passo alla volta” mi hanno insegnato, ed un passo alla volta mi sto riprendendo me stessa.

Non so come comportarmi però. Ho timore di comportarmi male, ho paura di ripetere gli stessi episodi del passato; da un punto di vista mi farebbe piacere perché alcuni atteggiamenti mi hanno aiutata ad essere forte e questa cosa mi ha sostenuta, d’altra parte ci sono altri miei comportamenti che mi hanno donato il soprannome di “Re Mida della merda”, perché qualsiasi toccassi, si tramutava in merda, pregiudicando rapporti.
Mi piace l’idea di ricevere attenzioni, mi infastidiscono i momenti di silenzio, gli sguardi troppo intensi e la mancanza d’intraprendenza, trovo piacere nel passare del tempo di qualità con persone di qualità, apprezzo la solitudine, il suono del silenzio e trovo appaganti gli abbracci, tuttavia mi irritano le attenzioni eccessive e superflue.
In pratica, sto inguaiata.
Ho un forte desiderio di riconquista della mia indipendenza.
Ma sono spaventata.
Non so che fare.

Scenario attuale:
seduta al bar dei miei amici, caffè, buona musica, chiacchiere, coccole e qualche sfottò, Napoli piena di persone, il sole, il buonumore.

Non me ne andrei mai, resterei qua per sempre ma sono cosciente che ho delle questioni in sospeso dall'altra parte dell’oceano che devo risolvere e che fanno parte del mio processo di recupero di me stessa.


Vabbuò, mi vado a mangiare una pizza, vah.  

thanks to BarBusi for hosting me!

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