16 maggio 2016

Quotidianità

Sono ancora in attesa che qualche dottore mi risponda per venerdì, giorno in cui dovrei iniziare le terapie. 

Nel frattempo mi sono portata avanti: ho tagliato i capelli, sono andata dal dentista a fare la pulizia dei denti, ed ogni doccia che faccio mi strofino le braccia fortissimo, perchè penso che quando mi metteranno il picc-line poi non potrò lavarmi perbene. 

Sono abbastanza annoiata, non so cosa fare, vivere a casa dei miei nel paesino più arretrato di tutta la provincia di Napoli mi fa sentire ancora più isolata del solito, i miei amici vivono tutti altrove, quasi nessuno si fa il viaggio fino a qua e quelli che vorrebbero, non hanno la macchina e non mi si può raggiungere con i mezzi pubblici. Ma neanche con i privati. 

Sto andando in ansia e questa cosa non mi piace. Divento nervosa e intollerante. Per evitare di mandare a fanculo i miei genitori, mi metto sul letto e dormo. Loro si innervosiscono perchè sono apatica, io mi innervosisco perchè penso che se stessi da sola non dovrei essere tutto il giorno, tutti i giorni allegra e felice e zompettante. Non dovrei mantenere sempre il morale alto a tutti. 
Si, perchè qua non so se si è capito, sono sempre io quella allegra, sorridente e scintillante. Io che sono terrorizzata, che non riesco ancora a capire la gravità di quello che mi sta succedendo, che non urlo, che non piango e che resto "lucida" ogni volta che qualche dottore mi dice qualcosa, insomma secondo tutti "quanto sono forte".. in realtà non mi fido di nessuno, so che se mi abbatto io poi qua nessuno è in grado di darmi appoggio morale, quindi faccio di tutto per stare su... fino a quando ce la faccio. Poi vediamo che succede. 

Stasera dopo chissà quanti anni ho rivisto "Pomi d'ottone e manici di scopa" e credo che resterò tutto domani a cantare "Portobello Road", come negli ultimi vent'anni. 
Vabbè, mi sto ripigliando, domani è n'atu juorne.

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