19 maggio 2013

Aprile, dolce dormire… ops, siamo a Maggio!


Il tempo è passato senza che me ne accorgessi ed in un battibaleno ho cambiato casa, è “cambiato” il Governo (anche se le dinamiche son sempre più simili a quelle di un famoso ventennio di inizio Novecento), son cresciuti i capelli, il freddo è andato via ed è tornato a splendere il sole e mi sono tatuata di nuovo.
Corbezzoli! (disse lei nel tentativo di non essere volgare) quante cose sono accaduta mentre aspettavo.
Cosa aspettavo? L’ispirazione. Ero in attesa di ri-trovare la verve che per un po’ mi ha abbandonata. Mentre ero in attesa però non avevo le solite musichette telefoniche, bensì i rumori e i suoni della routine quotidiana.
Ma un passo indietro per parlare delle musichette d’attesa ci tengo particolarmente a farlo.
La fantasia umana dà il meglio di se in parecchie occasioni, ma nessuno si aspetta che ci siano delle mosse ben precise dietro la scelta delle musichette di attesa telefonica.
Ed è qui che inizia il mio post inutile, che per molti può essere inutile, ma  che per quelli come me ed altre centinaia di persone che lavorano al telefono per 8 ore al giorno (spesso sottopagati e insultati anche se non vendono nulla) ha un valore.
Da settimane ormai, prendo nota di tutti i titoli delle canzoncine che ascolto chiamando i miei adorati clienti (a loro volta sfruttati e sottopagati dalla Multinazionale Francese per la quale lavoro a nero) hanno scelto per le lunghe attese alle quali ci sottopongono quotidianamente.
Che poi voglio dire, se il “tutututu” o un meraviglioso silenzio è troppo snervante, lo sono ancora di più molte sinfonie classiche elaborate in suoni bitonali che 9 volte su 10 perforano il timpano.
Inoltre, queste musichette si pagano. Alla tanto cara SIAE, con tariffe che dipendendo dal numero di liee telefoniche vanno da circa 92 ad oltre 200 Euro. Iva al 21% esclusa. Per i diritti d’autore, dicono. I diritti d’autore sono dovuti, dicono. Diritti che si dovranno pagare per tutta la durata deglla vita degli autori, e ancora per 70 anni dopo la morte: in pratica tutta la musica del ‘900!
Pensate se Andreotti fosse stato un cantante!
E allora se proprio dovete spendere dei soldi, porco mondo, scegliete una cosa cantabile, una radio, vostro nipote che dice la sua prima parola, la lista della spesa... Vi prego, fatelo per noi!
Lavoratori dei call center di tutto il mondo, uniamoci! Per qualunque motivo, tanto con i miei colleghi, ho rinunciato a farci la Rivoluzione!

Di seguito, la lista di alcuni brani scelti dai miei clienti. Che sono officine e carrozzerie....

The time of my life
Let it be
Don’t worry, be happy
I wish you were here
New  York, New York – versione di Liza Minnelli e rank Sinatra
What a wonderful world – versione di L Israel "IZ" Kamakawiwoʻole
Imagine
Home – quella di Michael Bublè
Unchained melody – quella di Ghost il film
Valzer Viennese
I just call to say I love you
Moonlight shadow
This is what you are – di solito, guardo chi mi sta seduto accanto con un’aria da pesce lesso e sussurro: Shalalalalalalalalaaaaa
I’m simply the best
One – degli U2, la versione figa, non quella usata per Mary J. Blige
Inno di Mameli – ho chiesto al proprietario il perchè di questa scelta, e mi ha risposto “L’Italia agli italiani”.
All night long
Just the way you are
Per Elisa – anche in versione bitonale, questa per esempio non si paga. Quindi si sbizzarriscono.
Primavera di Vivaldi – vedi sopra
Feel – di Robbie Williams
Think – Aretha Franklin
Carmen di Bizet – una volta, ma solo una, l’ho sentita cantata dalla Callas, e mi è piaciuto.
Diamante - Zucchero
The great pretender – dei Queen e dei Platters
Inno alla gioia – era anche un po’ stonato sto disco.
The pink panther main theme – che fa sempre bene al cuore.
We are the champions
Radio Gaga
We are the world
Marcia di Radetzky

Prometto di tornare a scrivere presto.

1 commento:

  1. Li odio tutti i "tuoi" clienti XD eccezion fatta per un paio

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