9 gennaio 2013

Il lato sentimentale del consumismo.

Se le parole sono importanti, allora siamo messi molto male! 
Metronapoli, domenica mattina, un paio d'ore prima di pranzo. Nel vagone dove ci sono io, ci sono anche un uomo con gli occhiali da sole, gli auricolari ed una bici, due signori anziani che leggono il giornale, un ragazzo con gli auricolari ed un altro tizio con gli occhiali da sole e gli auricolari. Poi ci sono io con gli auricolari e mentre cerco di non addormentarmi, si siede un altro signore che si addormenta prima di me. 

La mia domanda è semplice: dove vogliamo andare se ci isoliamo le orecchie e gli occhi? Se le parole sono così importanti, perchè  è così difficile fare conversazione?
Forse è solo una domenica in cui il Napoli gioca di sera, oppure si è fatto tardi ieri sera perchè erano tutti in giro al mercatino dei giocattoli per l'Epifania.

Non conosco la storia di questa tradizione della mia città, che prevede che in Piazza Mercato la notte tra il 5 e il 6 Gennaio si svolga un'enorme mercato di giocattoli e dolci che dura fino all'alba, ma conosco la versione di mio padre. 
Nel secondo dopoguerra, , mio padre nacque tra gli sfollati a Boscoreale, solo dopo una paio di anni la sua famiglia ebbe la possibilità di tornare a Napoli. Data la condizione di "sfollati", la situazione economica era disastrata, 5 figli da sfamare, figuriamoci se c'era tempo per pensare ai regali di Natale. 
Babbo racconta che aveva uno zio che aveva qualche soldo in più e che il giorno della Befana, ogni anno portava a lui e ai suoi fratelli una calza a testa colma di dolciumi e i giocattoli! Le leccornie venivano centellinate per vari mesi, nei momenti di fame avrebbero costituito un momento di gioia anche se effimero... i dolci della "cazetta" di zio Ciccio...

Per questo motivo, a casa mia ogni anno il 6 Gennaio, mio padre regala a tutti quelli che passano da lui almeno un pezzo di cioccolata. 
E se il viaggio in metro per raggiungere casa sua è stato particolarmente silenzioso, te ne regala due. 
Ed un bacio.

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