28 dicembre 2012

Bueno... es lo que no sirve!

Magira, una signora che ho conosciuto tempo fa, mi ha detto che “Bueno es lo que no sirve”. E fondamentalmente credo che abbia ragione. 

La nostra società ci ha plasmato, ha condizionato la vita di tutti i giorni.
Il punto è che me compresa, non riusciamo a vivere senza le cose superflue. Una connessione internet veloce, latte scremato, parzialmente scremato, latte senza latte, pane bianco, nero, di soja, sesamo, arabo, pugliese, con l’aglio, senza glutine, di Kamut, succo di frutta senza frutta, senza zucchero, con lo zucchero di canna, scarpe alte, basse, zeppe, invernali, estive, 20 paia di pantaloni (questa sono io) etc etc. Tutte cose che ci rendono apparentemente sicuri, ma che in realtà non fanno altro che riempire spazi altrimenti occupati da attività, sapori ed odori troppo noiosi.
Invece di andare a fare shopping compulsivo, a starsene su Fb, o perdere ore al supermercato per scegliere se comprare la pasta di una o l’altra marca, saremmo costretti a metterci a leggere, a fare una passeggiata per la nostra città, a metterci a parlare con uno sconosciuto, renderci partecipi dell’ambiente in cui viviamo. Ci sentiremmo scoperti e vulnerabili messi davanti al confronto con la realtà e la realtà non è altro che prendere coscienza del fatto che non è il tuo Iphone a far di te una persona migliore, tu sei già una persona migliore nel momento in cui ti rendi conto che circa l’ottantapercento dei tuoi connazionali non ha di che vivere.
Non ci rendiamo neanche più conto del danno che ci ha fatto il consumismo. Io per prima, che per capirlo ci ho messo anni e perso soldi. Mi sono  fatta passare qualunque sfizio, fino a che mi sono resa conto che ero ugualmente triste e perennemente insoddisfatta.

Resto fermamente convinta del fatto che fino a che avremo le nostre cose superflue, non ci muoveremo mai per far cambiare le cose.

Polemica notturna, sconclusionata.
Ma ne sentivo la necessità.

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