22 novembre 2012

Lo chiamavano relax (parte 2)

La cucaracha è stata abbattuta verso mezzanotte e mezza, una lotta tra me e lei. Non volevo eliminarla fisicamente, ho cercato di accompagnarla alla porta, ma lei testarda continuava a tornare sul letto. Sempre allo stesso posto poi! 

Tornando a me, ieri dopo l'incontro con i futuri uomini della mia vita, la giornata non è finita. È arrivata una vecchietta con un cesto intrecciato sulla testa, ormai il relax era andato giá a farsi benedire e sono partita subito con le domande. 
La signora è una figura tipica di Playa Medina, ha un'etá indefinibile, credo andasse a scuola con Bolivar, ma la sua luciditá mentale è eccezionale. La nostra conversazione e' iniziata con " come sta, signora?" "Bene, una vita per la Rivoluzione, non è mai una vita sprecata!" Poi mi ha mostrato un flyer pieghevole sponsorizzato da PDVSA dove si vede lei con il suo cesto sulla testa, purtroppo non ne aveva degli altri e non ne ho trovati in giro. Ma in tutto ciò, cos'è che porta in quel cesto in perfetto equilibrio sulla testa? Conserva di platano e di platano e cacao. 
Ovviamente io mi aspettavo di vedere dei barattoli di conserva...eggiá, l'ho presa per mammá, che fa conserve di qualsiasi cosa. Invece le conservas dell'amica di Garibaldi, sono dei pezzi di zucchero di canna, platano / cacao, latte (perché non c'é buon cioccolato senza un po' di latte, dice), mandorle, qualche spezia rara della quale giuro non sono riuscita a capire il nome, tutto impastato, schiacciato a forma tonda ed alto circa tre dita e poi tagliato in 4. Una roba superdolcissima, ipernutriente e buonissima! Ne compro subito un pezzo e cerco di non mangiarlo subito, me lo fascia in un pezzo di carta qualsiasi e lo nascondo in borsa, lontano da insettame vario. 
La mia nuova amica è passata più volte durante il pomeriggio, ogni volta mi ha lasciato perle di saggezza da dispensare poco a poco...come si dovrebbe mangiare la sua conserva, per evitare tutta una serie di disturbi alimentari-odontoiatrici che non sto a raccontare... 

L'appuntamento con Gollito è alle quattro del pomeriggio, ma stavolta mi ha fregato! É arrivato ben 15 minuti prima, mi ha detto che al mattino aveva capito che ero Europea e con gli europei bisogna essere puntuali, altrimenti si incazzano. Ecco bravo, anche se io speravo mi lasciasse a morire a Playa Medina... Cioè, non gli avrei fatto causa, non mi sarei lamentata..

Torno a Rio Caribe. Uno po' triste, la giornata di relax tutto sommato c'è stata, del resto sono solo le cinque del pomeriggio, anche se è già buio. 

Mentre penso proprio che è tutto cosi bello, in quel momento va via la luce, in tutto il paesino. 

Ma non sapevo che non era finita lì.


N.b.: ho mangiato pesce fritto, arepa fritte, platano fritto, mia nonna in sidecar fritto. Ma Montezuma non ha ancora colpito... sssshhhh  


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